C’è un punto, lungo il Sentiero Planetario del Monte Terminillo, in cui per qualche momento lo sguardo si allontana dai pianeti e torna sulla Terra.
È la località Cinque Confini, il suggestivo luogo del Termine, dove una spada conficcata nella roccia custodisce una delle leggende più affascinanti legate alla montagna.
La tradizione racconta che nel dicembre del 1307, durante la persecuzione dell’Ordine dei Templari, cinque cavalieri in fuga raggiunsero le pendici del Terminillo. Qui, secondo il racconto tramandato, il maresciallo De La Roche avrebbe infisso la propria spada nella roccia e sciolto i confratelli dal loro giuramento, prima che ciascuno prendesse una strada diversa.
Una leggenda, dunque, non un fatto storico accertato, ma un racconto che nel tempo si è legato profondamente al luogo e al nome stesso di Cinque Confini.
Sabato 22 agosto, in occasione del quattordicesimo compleanno del Sentiero Planetario, quella storia tornerà a vivere grazie al Gruppo Mos Ferri.
Nato a Rieti nel 2002, il Gruppo Mos Ferri è una realtà di scherma storica e rievocazione medievale nata dalla passione dei suoi componenti per le antiche arti del combattimento. Le fonti locali documentano un’attività costruita negli anni attraverso campi d’armi, esposizioni di armature, spade, lance e daghe, ricostruzioni di combattimenti e rievocazioni basate anche su documentazione storica.
Il gruppo studia la scherma medievale attraverso gli antichi trattati, con particolare riferimento anche al “Flos Duellatorum”, celebre manuale di arte combattiva del XV secolo attribuito a Fiore dei Liberi. Una ricerca che porta il Gruppo Mos Ferri a coniugare tecnica, studio storico e capacità scenica.
Non si tratta quindi soltanto di indossare un costume o impugnare una spada.
Dietro ogni esibizione c’è un lavoro di studio e ricostruzione che prova a restituire gesti, tecniche e atmosfere del combattimento medievale.
È proprio questa esperienza che il 22 agosto accompagnerà la sosta a Cinque Confini.
E il rapporto tra il Gruppo Mos Ferri e la Spada nella Roccia del Terminillo non nasce oggi: già nel 2023 il gruppo aveva fatto rivivere la leggenda proprio in questo luogo, attorno alla spada restaurata e ricollocata dal Lions Club Rieti Varrone.
Quella di sabato sarà quindi molto più di una semplice pausa lungo la passeggiata.
Per qualche momento il viaggio attraverso il Sistema Solare lascerà spazio al suono delle spade, ai gesti della scherma storica e al racconto di un tempo lontano.
Un incontro apparentemente insolito, ma perfettamente coerente con l’identità del Sentiero Planetario: un luogo nel quale astronomia, montagna, filosofia, letteratura, storia e leggenda possono convivere lungo lo stesso cammino.
E così, prima di riprendere il viaggio verso i pianeti più lontani, a Cinque Confini ci sarà il tempo di fermarsi davanti a una spada conficcata nella roccia.
Perché anche una montagna, prima ancora di guardare le stelle, ha le proprie storie da raccontare.