Quanto è lontano il Sole?

La risposta è circa 150 milioni di chilometri.

Un numero enorme, ma ancora relativamente semplice da scrivere. Il problema arriva quando cominciamo a spostarci verso i pianeti più lontani del Sistema Solare: le distanze diventano così grandi che continuare a esprimerle soltanto in chilometri diventa poco pratico.

Per questo gli astronomi utilizzano una misura particolare:

L’Unità Astronomica

Si indica normalmente con la sigla UA — oppure au nella notazione internazionale — e corrisponde alla distanza media tra la Terra e il Sole.

Più precisamente:

1 UA = 149.597.870,7 chilometri

Possiamo quindi arrotondarla, per semplicità, a circa 150 milioni di chilometri.

Una nuova “riga” per misurare il Sistema Solare

L’Unità Astronomica permette di descrivere le distanze dei pianeti in maniera molto più intuitiva.

  • La Terra si trova, per definizione, a circa:
    • 1 UA dal Sole
  • Mercurio orbita mediamente a circa:
    • 0,39 UA
  • Venere:
    • 0,72 UA
  • Marte:
    • 1,52 UA
  • Giove:
    • 5,2 UA
  • Saturno:
    • 9,5 UA
  • Nettuno arriva a circa:
    • 30 UA dal Sole.

Detto in chilometri significherebbe parlare di circa 4,5 miliardi di chilometri.

Dire “30 Unità Astronomiche” rende immediatamente più comprensibile la proporzione.

Ma la Terra è sempre a 1 UA dal Sole?

Non esattamente.

L’orbita terrestre è leggermente ellittica e quindi, nel corso dell’anno, la distanza dal Sole cambia. L’Unità Astronomica non fotografa una distanza istantanea: è una misura convenzionale e precisa, costruita proprio per avere un riferimento stabile.

Ed è questo il punto interessante.

Perché quando si parla di astronomia, il problema non è soltanto conoscere un numero. È riuscire a immaginarlo.

Centocinquanta milioni di chilometri sono una distanza reale, ma per noi quasi astratta. Possiamo leggerla, possiamo scriverla, possiamo confrontarla con altre distanze. Ma difficilmente riusciamo a percepirla.

Il Sentiero Planetario del Monte Terminillo nasce proprio dentro questa difficoltà.

Prende proporzioni che appartengono allo spazio e le trasferisce nel paesaggio. Riduce le distanze senza cancellarne il significato. Fa sì che ciò che normalmente esiste soltanto in una tabella, in un libro o su uno schermo possa diventare un’esperienza concreta.

Sul Sentiero, la distanza tra il Sole e la Terra non è più soltanto “1 UA”. È uno spazio da attraversare.

E continuando a camminare, quella scala comincia lentamente a rivelare la vera struttura del Sistema Solare: i pianeti interni ancora relativamente vicini, poi distanze sempre più ampie, fino ai grandi pianeti esterni.

È forse questo il valore più interessante dell’Unità Astronomica: non è soltanto un modo più comodo per scrivere grandi numeri.

È un modo per mettere ordine nello spazio.

E quando quella misura incontra un sentiero, accade qualcosa di ancora più semplice e potente: il Sistema Solare smette, per un momento, di essere qualcosa che osserviamo da lontano.

Cominciamo a camminarci dentro.