Quanto deve essere lungo un sentiero per riuscire a raccontare l’immensità del Sistema Solare?

La risposta cambia da progetto a progetto. In Europa esistono infatti numerosi percorsi planetari, realizzati in epoche, paesaggi e scale differenti, che condividono la stessa idea: trasformare le enormi distanze astronomiche in un’esperienza concreta da percorrere a piedi o in bicicletta.

Il Sentiero Planetario del Monte Terminillo, con i suoi 7,7 chilometri, appartiene a questa particolare famiglia di itinerari scientifici e naturalistici.

E non è il più lungo.

Una verifica comparativa con altri percorsi europei permette però di scoprire una realtà forse ancora più interessante: quella di una rete ideale di luoghi nei quali l’astronomia esce dagli osservatori e incontra il paesaggio.

22 chilometri per attraversare il Sistema Solare

Tra gli esempi più significativi c’è il Somerset Space Walk, in Inghilterra.

Il percorso si sviluppa per circa 22 chilometri lungo il Bridgwater & Taunton Canal e presenta modelli del Sistema Solare distribuiti lungo un vero itinerario pedonale. È stato inaugurato nel 1997, quindici anni prima del Sentiero Planetario del Terminillo.

Una lunghezza analoga caratterizza il Planetenweg del Nördlinger Ries, in Germania, anch’esso di circa 22 chilometri e realizzato con una scala di 1:400 milioni.

Seguono altri percorsi come il Johannes-Kepler-Planetenweg, in Germania, lungo circa 10,1 chilometri, e lo York Solar System, nel Regno Unito, che si sviluppa per circa 10 chilometri lungo una pista ciclopedonale.

Il Terminillo, con i suoi 7,7 chilometri, si colloca quindi all’interno di un panorama europeo molto più ampio.

Una diversa idea di primato

Esiste persino un modello che rende quasi impossibile qualsiasi confronto basato sulla sola lunghezza.

Lo Sweden Solar System, in Svezia, è indicato come il più grande modello in scala del Sistema Solare al mondo. Parte dall’Avicii Arena di Stoccolma e utilizza installazioni distribuite in diverse località del Paese, arrivando idealmente fino alla zona di Kiruna, a circa 950 chilometri di distanza.

Non si tratta però di un sentiero continuo e quindi il confronto con percorsi come quello del Terminillo, del Somerset o del Nördlinger Ries è solo parziale.

Ed è proprio questo il punto.

Parlare di “sentieri planetari” significa mettere insieme progetti molto differenti tra loro: percorsi urbani, piste ciclopedonali, itinerari lungo canali, sentieri escursionistici e installazioni distribuite su territori vastissimi.

E il Terminillo?

Il dato della lunghezza, da solo, non racconta ciò che rende particolare il Sentiero Planetario del Monte Terminillo.

Qui l’astronomia incontra un ambiente montano e un itinerario naturalistico. Il visitatore non percorre semplicemente una successione di installazioni: cammina all’interno del paesaggio del Terminillo, attraversa boschi e radure e vive fisicamente la progressiva distanza tra i diversi corpi del Sistema Solare.

A questa dimensione scientifica si aggiunge quella culturale del Parco filosofico e letterario “Giulio Verne”, che mette in relazione astronomia, letteratura, immaginazione e riflessione.

Forse, allora, la domanda più interessante non è quale sia il Sentiero Planetario più lungo.

La domanda è: quanti modi diversi esistono per raccontare l’universo camminando?

Il Terminillo ne propone uno tutto suo.

7,7 chilometri nei quali la montagna diventa una grande rappresentazione del Sistema Solare e il viaggio tra i pianeti si misura, letteralmente, con i nostri passi.